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Dossier O.Y.E
Je suis Charlie o Io non sono Charlie? La vignetta satirica sul terremoto del Centro Italia

Di Michele Perna

Ancora una volta si parla di Charlie Hebdo, la rivista satirica francese.
Questa volta il tema è molto più delicato e tocca in prima persona gli Italiani.
Quale sarà la reazione?

La vignetta incriminata è questa:

vignetta_terremoto_charlie_hebdo

vignetta_terremoto_charlie_hebdo

Sugo che rappresenta il sangue.
La polvere va a rappresenta la gratinatura.
Strati di lasagne a rappresentare le macerie.

Le vittime italiane vengono paragonate a tre piatti tipici della nostra cultura.

 

L’intento della rivista è la satira, risaputo ormai in tutto il mondo, ma la domanda che sorge spontanea è un’altra.
Si può fare satira su tutto?

Inoltre nel capitoletto affiancato alla vignetta troviamo anche la frase:
Non si sa se il terremoto abbia urlato Allah U Akbar prima di colpire

L’intento della satira di strappare un sorriso non si è materializzato anzi  si è offeso, non volontariamente, la sensibilità di una popolazione che ha perso circa 300 connazionali e parenti in un terremoto.

Se si guarda al lato satirico, questa è un’offesa alla mafia e una provocazione alla nostra indignazione più per la vignetta che per il crollo della scuola, ma non è illecito definire questa vignetta un insulto al ricordo di persone scomparse tragicamente.

Je suis Charlie o Io non sono Charlie?

 

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